2 – Cosa non traduco

Cosa non traduco

Per tradurre un testo è necessario entrare nell'universo di chi lo ha concepito: è là che cerco la sua voce italiana.

Una voce non trasmette solo delle informazioni sul piano linguistico, ma ha un tono e un registro, veicola intenzioni e, se è chiara, sa comunicare il mondo e la personalità di un individuo.
E poi, una voce lascia immaginare lo sguardo di chi parla.

Prima di tutto, allora, non traduco testi senza voce. O meglio, che hanno quella di un computer o di un notaio.
Di che si tratta? In sostanza non mi occupo di programmi informatici e testi strettamente giuridici.

Naturalmente, non accetto lavori verso il francese (mi basta e avanza la lotta quotidiana con l'italiano), e nemmeno traduzioni lontane anni luce dai miei settori di specializzazione.
Qualche esempio? I campi della medicina e dell'ingegneria non mi competono.

Questo vuol dire che un'azienda farmaceutica o un ingegnere non saranno mai miei clienti? No, dipende da cosa mi chiedono di tradurre.

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